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giovedì 8 agosto 2013

E PENSARE CHE BASTEREBBE POCO

E pensare che basterebbe pochissimo. Basterebbe spostare a stacco, la nostra angolazione visiva. Guardare le cose come fosse la prima volta. Lasciare fuori campo tutto il conformismo di cui è permeata la nostra esistenza. Dubitare delle risposte già pronte. Dubitare dei nostri pensieri fermi sicuri, inamovibili. Dubitare delle nostre convinzioni, presuntuose e saccenti. Basterebbe smettere una volta per tutte, di sentirsi sempre delle brave persone. Smettere di sentirsi vittime delle madri, dei padri, dei figli, mariti, mogli... quando forse siamo vittime soltanto, della mancanza di potere su noi stessi. Basterebbe smascherare, smascherare tutto. Smascherare l'amore, il riso, il pianto, il cuore, il cervello. Smascherare la nostra falsa coscienza individuale. Subito. Qui e ora.
Sì basterebbe pochissimo. Non è poi così difficile. Basterebbe smettere di piagnucolare criticare affermare fare il tifo, e leggere i giornali. Essere certi solo di ciò che noi viviamo direttamente. Rendersi conto che anche l'uomo più mediocre, diventa geniale se guarda il mondo con i suoi occhi. Basterebbe smascherare qualsiasi falsa partecipazione. Rendersi conto che l'unico obiettivo non può essere il miglioramento delle nostre condizioni economiche, perché la vera posta in gioco, è la nostra vita. Basterebbe smettere di sentirsi vittime del denaro, del destino del lavoro, e persino della politica, perché anche i cattivi governi sono la conseguenza della stupidità degli uomini. Basterebbe rifiutare, rifiutare la libertà di calpestare gli altri, ma anche la finta uguaglianza. Smascherare le nostre presunte sicurezze. Smascherare la nostra falsa coscienza sociale. Subito. Qui e ora.
Basterebbe pochissimo. Basterebbe capire che un uomo non può essere veramente vitale, se non si sente parte di qualche cosa. Basterebbe smettere di credere di poter salvare il mondo, con l’illusione della cosiddetta solidarietà. Rendersi conto che la crescita del mercato, può anche essere indispensabile alla nostra sopravvivenza, ma che la sua inarrestabile espansione, ci rende sempre più egoisti, e più volgari.
Basterebbe abbandonare l’idea di qualsiasi facile soluzione, ma abbandonare anche il nostro appassionato pessimismo e trovare finalmente l'audacia, di frequentare il futuro, con gioia.
Perché la spinta utopistica, non è mai accorata o piangente. La spinta utopistica non ha memoria, e non si cura di dolorose attese. La spinta utopistica è, subito. Qui e ora.
Da “Una nuova coscienza” di Giorgio Gaber

TU SEI INGENUO

Tu sei un ingenuo.
Tu credi che se un uomo ha un'idea nuova, geniale, abbia anche il dovere di divulgarla. Tu sei un ingenuo. Prima di tutto perché credi ancora alle idee geniali. Ma quel che é peggio, é che credi all'effetto benefico dell'espansione della cultura.
No, al momento ogni uomo dovrebbe avere un suo luogo del pensiero, protetto e silenzioso. La cultura, dev’essere segreta, non esiste una sola idea importante di cui la stupidità non abbia saputo servirsi.
Tu mi dirai che la divulgazione, é un dovere civile, e che evolve il livello della gente, non riesci proprio a distaccarti da un residuo populista, e anche un po' patetico. Purtroppo oggi, appena un'idea esce da una stanza, é subito merce, merce di scambio, roba da supermercato. La gente se la trova lì, senza fatica, e se la spalma sul pane, come la Nutella.
No, la cultura è delicata, e anche permalosa, ci resta male se non si sente amata, o se le viene il sospetto di non essere un bisogno vero. La cultura, è come una luce, che quando si espande troppo, perde la sua luminosità. Il frastuono della cattiva divulgazione la affievolisce, soltanto il silenzio, ne salva l’intensità.

Tu sei un ingenuo, perché credi che la politica possa risolvere i problemi.
Cercare oggi di migliorare le condizioni di vita del Paese con qualsiasi tipo di politica, é come fare un po' di pulizie, a bordo del Titanic che sta affondando.
Tu sei un ingenuo, anche quando credi che un po' di misticismo di seconda mano, ti possa salvare.
E allora tu mi dirai: "Non c'é salvezza" No, questo non si può dire. Le risorse dell'uomo sono imprevedibili. Si potrebbe forse cominciare a pensare, o anche a operare, nel senso di un cambiamento sostanziale dell'animale uomo. Una specie di mutazione antropologica.
Da “L'ingenuo” di Giorgio Gaber

IL POTERE DEI PIU' BUONI

 

La mia vita di ogni giorno
è preoccuparmi di ciò che ho intorno
sono sensibile e umano
probabilmente sono il più buono

Ho dentro il cuore un affetto vero
per i bambini del mondo intero
ogni tragedia nazionale è il mio terreno naturale
perché dovunque c'è sofferenza
sento la voce della mia coscienza

Penso ad un popolo multirazziale
ad uno stato molto solidale
che stanzi fondi in abbondanza
perché il mio motto è l'accoglienza

Penso al problema degli albanesi
dei marocchini dei senegalesi
bisogna dare appartamenti
ai clandestini e anche ai parenti
e per gli zingari degli albergoni
coi frigobar e le televisioni

E' il potere dei più buoni
é il potere dei più buoni
son già iscritto a più di mille associazioni
é il potere dei più buoni
e organizzo dovunque manifestazioni

La mia vita di ogni giorno
è preoccuparmi di ciò che ho intorno
ho una passione travolgente
per gli animali e per l'ambiente

Penso alle vipere sempre più rare
e anche al rispetto per le zanzare

In questi tempi così immorali
io penso agli habitat naturali
penso alla cosa più importante
che è abbracciare le piante

Penso al ricupero dei criminali
delle puttane e dei transessuali
penso allo stress degli alluvionati
al tempo libero dei carcerati

Penso alle nuove povertà
che danno molta visibilità
penso che è bello sentirsi buoni
usando i soldi degli italiani

È il potere dei più buoni
è il potere dei più buoni
costruito sulle tragedie e sulle frustrazioni
è il potere dei più buoni
che un domani può venir buono per le elezioni

PROPOSITO D'AMARE

Un grande amore 
che ora sto cercando
non é bisogno di avventura
né paura di vivere da solo
non é il richiamo
dell'ennesima poesia
ma un credo più profondo
Perché senza due corpi
e due pensieri differenti
finisce il mondo.
da “Proposito d'amare” di Giorgio Gaber

sabato 13 aprile 2013

QUANDO SARO' CAPACE DI AMARE

QUANDO SARÒ CAPACE DI AMARE 
di Giorgio Gaber


Quando sarò capace di amare
probabilmente non avrò bisogno
di assassinare in segreto mio padre
né di far l'amore con mia madre in sogno.

Quando sarò capace di amare
con la mia donna non avrò nemmeno
la prepotenza e la fragilità
di un uomo bambino.

Quando sarò capace di amare
vorrò una donna che ci sia davvero
che non affolli la mia esistenza
ma non mi stia lontana neanche col pensiero.

Vorrò una donna che se io accarezzo
una poltrona un libro o una rosa
lei avrebbe voglia di essere solo
quella cosa.

Quando sarò capace di amare
vorrò una donna che non cambi mai
ma dalle grandi alle piccole cose
tutto avrà un senso perché esiste lei.

Potrò guardare dentro al suo cuore
e avvicinarmi al suo mistero
non come quando io ragiono
ma come quando respiro

Quando sarò capace di amare
farò l'amore come mi viene
senza la smania di dimostrare
senza chiedere mai se siamo stati bene.

E nel silenzio delle notti
con gli occhi stanchi e l'animo gioioso
percepire che anche il sonno è vita
e non riposo.

Quando sarò capace di amare
mi piacerebbe un amore
che non avesse
alcun appuntamento col dovere

Un amore senza sensi di colpa
senza alcun rimorso
egoista e naturale
come un fiume che fa il suo corso

Senza cattive o buone azioni
senza altre strane deviazioni
che se anche il fiume le potesse avere
andrebbe sempre al mare.

Così vorrei amare.



giovedì 8 marzo 2012

SECONDO ME UNA DONNA

                  

SECONDO ME LA DONNA...di Giorgio Gaber

Secondo me la donna e l'uomo sono destinati a diventare uguali.
In questa nostra epoca, la civiltà si è data un gran da fare per attenuare certe differenze che erano causa di profonda ingiustizia. C'è stato un graduale avvicinamento nel modo di comportarsi, di sentire, di pensare, insomma, di vivere. Fino alla tanto sospirata parità.

Però, secondo me, all'inizio di tutto c'è sempre una donna                                                      

Secondo me una donna è donna da subito. Un uomo è uomo a volte prima, a volte dopo. A volte mai.

Secondo me la donna è coinvolta sessualmente in tutte le vicende della vita. A volte persino nell'amore.

Secondo me una donna quando è innamorata imbellisce. Un uomo... rincoglionisce.

Secondo me in un salotto quando non c'è neanche una donna è come recitare in un teatro vuoto. Se invece non ci sono uomini, tra le donne si crea una complice atmosfera di pace. Appena arriva un uomo è la guerra.

Secondo me l'uomo che si vanta di iniziare le donne ai misteri dell'amore è come il turista che mostra alla guida le bellezze della città.

Secondo me per una donna che non ha fortuna in amore non si può usare il termine "sfigata".

Secondo me un uomo che dice "quella lì la dà via" meriterebbe che a lui le donne non gliela dessero proprio mai.

Secondo me gli uomini si occupano del potere sulle cose, le donne del potere sulle persone. Questa è seria.

Secondo me una donna che fa l'amore per interesse è una puttana. Se lo fa invece perché le piace... non c'è la parola.

Secondo me una donna che dice a un uomo con cui sta facendo l'amore "Come con te con nessuno" andrebbe comunque arrestata per falsa testimonianza.

Secondo me le donne quando ci scelgono non amano proprio noi... forse una proiezione, un sogno, un'immagine che hanno dentro. Ma quando ci lasciano siamo proprio noi quelli che non amano più.

Secondo me una donna che si offre sessualmente a un uomo ed è respinta rimane sconcertata. Non ci può credere. Il primo pensiero è che l'uomo sia omosessuale, ma questa versione in genere non regge. E allora pensa: 'E già, lui si difende... ha paura di essere troppo coinvolto emotivamente ... oppure si sente bloccato dall'eccessiva eccitazione... Chissà?' Il fatto che lei possa non piacere è un'ipotesi che non può assolutamente prendere in considerazione.

Donna: L'angelo ingannatore. L'ha detto Baudelaire.
Donna: Il più bel fiore del giardino. L'ha detto Goethe.
Donna: Femmina maliarda. L'ha detto Shakespeare.
Donna: Sei tutta la mia vita. L'ha detto un mio amico ginecologo.

Secondo me gli uomini hanno la vanità di essere il primo amore di ogni donna. Le donne, che hanno un istinto più raffinato, vogliono essere l'ultimo amore di ogni uomo. E' per questo che il mondo è pieno di vedove.

Secondo me la donna e l'uomo sono destinati a rimanere assolutamente differenti e, contrariamente a molti, io credo che sia necessario mantenerle, se non addirittura esaltarle, queste differenze.
Perché è proprio da questo incontro-scontro tra un uomo e una donna che si muove l'universo. All'universo non importa niente dei popoli e delle nazioni. L'universo sa solo che senza due corpi e due pensieri diversi non c'è futuro.
.

sabato 28 gennaio 2012

I MOSTRI CHE ABBIAMO DENTRO

Giorgio Gaber - I mostri che abbiamo dentro
 


I MOSTRI che abbiamo dentro,
inevitabilmente, ci portano alla GUERRA

lunedì 9 gennaio 2012


SE CI FOSSE UN UOMO – Giorgio Gaber



                                                               

Se ci fosse un uomo
un uomo nuovo e forte
forte nel guardare sorridente
la sua oscura realtà del presente.
Forte di una tendenza senza nome
se non quella di umana elevazione
forte come una vita che è in attesa
di una rinascita improvvisa.

Se ci fosse un uomo generoso e forte,
forte nel gestire ciò che ha intorno
senza intaccare il suo equilibrio interno
forte nell’odiare l’arroganza
di chi esibisce una falsa coscienza
forte nel custodire con impegno l
a parte più viva del suo sogno

Questo nostro mondo ormai è impazzito
e diventa sempre più volgare
popolato da un assurdo mito che è il potere.
Questo nostro mondo è avido e incapace
sempre in corsa e sempre più infelice
popolato da un bisogno estremo
e da una smania vuota che sarebbe vita

Un uomo affascinato
da uno spazio vuoto che va ancora popolato.
Popolato da corpi e da anime gioiose
che sanno entrare di slancio nel cuore delle cose
popolato di fervore e di gente innamorata
ma che crede all’amore come una cosa concreta
popolato da un uomo che ha scelto il suo cammino
senza gesti clamorosi per sentirsi qualcuno
popolato da chi vive senza alcuna ipocrisia
col rispetto di se stesso e della propria pulizia.

Uno spazio vuoto che va ancora popolato.
Popolato da un uomo talmente vero
che non ha la presunzione di abbracciare il mondo intero
popolato da chi crede nell’individualismo
ma combatte con forza qualsiasi forma di egoismo
popolato da chi odia il potere e i suoi eccessi
ma che apprezza un potere esercitato su se stessi
popolato da chi ignora il passato e il futuro
e che inizia la sua storia dal punto zero.

Uno spazio vuoto che va ancora popolato.
Popolato da chi è certo che la donna e l’uomo
siano il grande motore del cammino umano
popolato da un bisogno che diventa l’espressione
di un gran senso religioso ma non di religione
popolato da chi crede in una fede sconosciuta
dov’è la morte che scompare quando appare la vita
popolato da un uomo cui non basta il crocefisso
ma che cerca di trovare un Dio dentro se stesso.

Allora si potrebbe immaginare un umanesimo nuovo
con la speranza di veder morire questo nostro medioevo
col desiderio che in una terra sconosciuta
ci sia di nuovo l’uomo al centro della vita.
Allora si potrebbe immaginare un neo rinascimento
un individuo tutto da inventare in continuo movimento.
Con la certezza che in un futuro non lontano
al centro della vita ci sia di nuovo l’uomo.