Troppo Tempo di Laura Pausini ft
Ivano Fossati
Dove mi sta portando la mia anima? E' possibile conoscere il punto esatto dove finirà il volo di una foglia d'autunno che cade?
sabato 12 gennaio 2013
martedì 1 gennaio 2013
lunedì 31 dicembre 2012
FEMMINICIDIO
Dare addosso a don
Piero Corsi è come chiedere l’abbattimento del pitbull che ha sbranato un
bambino: viene d’istinto, d’altronde abbatterlo può essere anche necessario, ma
farlo distoglie l’attenzione che andrebbe posta sull’addestramento ricevuto
dalla bestia, portando a attenuare o addirittura a trascurare la responsabilità
del suo padrone.
Don Piero Corsi si
sviluppa in questo brodo di coltura, si forma sui testi che gli hanno dato da
leggere in seminario: legge in Tertulliano che la donna è «la porta del
diavolo», in Girolamo che sessualmente è «sempre insaziabile», in Agostino che
deve essere «serva di suo marito», giù, giù, fino a Pio XI, per il quale «il
matrimonio cristiano implica la supremazia del marito sulla moglie», e a Pio
XII, per il quale è «Dio stesso [che] ha voluto questa dipendenza delle mogli».
Che la donna debba vestire in modo castigato, sennò si fa oggetto di
concupiscenza e provoca intenti lascivi, l’ha letto in Paolo, in Giovanni
Crisostomo, e ancora in Agostino, in Gregorio Magno e in Bernardino da Siena,
giù, giù, fino alla condanna della minigonna di monsignor Lefebvre.
(Tratto da http://uaar-it.tumblr.com)
(Tratto da http://uaar-it.tumblr.com)
IL CANTICO DI ATON
IL CANTICO DI ATON
Tratto dal sito
” http://www.tanogabo.it/Mitologia/egizia/Cantico_di_Aton.htm”
“O disco solare
vivente,
quanto sei bello,
grande, splendente.
I tuoi raggi circondano le terre
Fino al limite di tutto ciò
Che hai creato…
Come sono numerose le tue opere,
o dio unico,
a cui nessuno è uguale.
Hai creato la terra secondo il tuo desiderio
E gli uomini e il bestiame,
e tutto ciò che è nel cielo…
quando riposi la terra è nell’oscurità
come se fosse morta,
tutti i leoni escono dalla loro tana
tutti i serpenti mordono.”.
Questo è l’inno al dio del sole che il faraone
fece incidere su una parete della tomba del padre della propria sposa
Nefertiti.
Ma adesso vediamo cosa recita il salmo 104
della Bibbia:
“O signore mio dio
quanto
sei grande!
Di maestà e di gloria ti rivesti
Quanto numerose sono le tue opere
O mio dio,
le hai fatte tutte con sapienza;
piena è la terra
delle tue creazioni…
tu ordini le tenebre
ed è notte
e i giovani leoni ruggiscono
in cerca di prede.
Quando spunta il sole
Si ritirano e si coricano nelle loro tane”.
Sembra evidente come l’autore del salmo
biblico, assai posteriore al XIV sec. A.C. (di trecento anni circa) conoscesse
l’inno di Akenaton.
lunedì 17 dicembre 2012
MIGUEL HERNANDEZ
NON VOGLIO ALTRA LUCE CHE IL TUO CORPO DAVANTI IL MIO
RACCONTI BONSAI
RACCONTI BONSAI di Germana Fabiano
Racconti in miniatura ma ,
come i bonsai, perfettamente compiuti. Personaggi sempre diversi, sorpresi in
frammenti che racchiudono storie, in storie che racchiudono ognuna un inganno
perchè niente, in fondo, è mai come appare. Ogni racconto è un gioco del
lettore contro il tempo che serve ad arrivare alla fine, una piccola sfida che
ci dimostra quanto sia possibile riempire di magia la vita semplicemente
cambiando prospettiva.
SERA DI FESTA di Germana
Fabiano
Le due donne stavano in cucina e tentavano di mettere insieme una
cena, con poco successo.
- Tuo padre è sempre il solito, gli dico di uscire a prendere
l’acqua e mi torna a casa con un sacco di estranei a cui dare da mangiare, ma
chi li ha invitati questi qui! – sbottò la madre a un tratto.
- Shh, possono sentirti – disse la figlia, mentre metteva a
scaldare il pane nel forno.
- Sì, quelli! Quelli pensano solo a bere e a discutere e tu cerca
piuttosto di non origliare, le loro chiacchiere non ti devono interessare.
- Sono in tanti, mamma, servirà altro vino – disse la ragazza.
Aveva sedici anni, le forme piene e folti capelli scuri. Si indovinava,
guardando la madre, come sarebbe diventata con gli anni. Per tutta la sera aveva
cercato di blandire la madre e di capire cosa dicessero a tavola questi ospiti
inattesi, ma non era facile perché ad occuparsi della cena c’erano solo due che
andavano e venivano dalla cucina; papà era corso dai vicini a chiedere verdura
e altro vino. Ma nell’andirivieni tra la cucina e la sale da pranzo la ragazza
tendeva l’orecchio, curiosa, e cercava di attirare l’attenzione del più giovane
degli ospiti. Lui l’aveva ringraziata quando aveva portato il vino in tavola e
le aveva anche sorriso. Magari sarebbe riuscita a capire dove sarebbe andato il
giorno dopo, o dove abitava. Forse avrebbe potuto ricederlo…
- Meno male che la casa l’avevamo già pulita…ma dico io, giusto nei
giorni di festa quando la gente vuole stare tranquilla…e dove la trovo io altra
verdura…speriamo che tuo padre si ricordi di passare da Maria, che ne ha sempre
di più. – La mamma blaterava senza sosta e lei non riusciva a sentire nulla di
ciò che dicevano nella stanza accanto.
- Togli tu il pane dal forno, mamma. Io gli porto altro vino –
propose. Prese una brocca e tornò in sala da pranzo. Gli ospiti stavano
ascoltando affascinati quello di loro che sedeva al centro della tavolata e
sembrava avere chissà quali segreti. Ogni volta che lei si avvicinava, lui
smetteva di parlare e gli altri la guardavano un po’ infastiditi, come se
avesse interrotto meravigliosi racconti riservati unicamente a loro.
“Però il vino lo volete” pensò lei indispettita, e posò la brocca
sul tavolo con un gesto aggraziato e un sorriso ipocrita. Mentre tornava in
cucina, quello seduto in centro riprese a parlare con il tono di uno caduto in
trance. Lei colse al volo qualche parola, qualcosa a proposito del fatto che
non avrebbe mai più bevuto.
“Un altro che non regge il
vino, esagera e poi straparla” pensò la ragazza rientrando in cucina mentre la
mamma ne usciva col pane caldo. Riempì un’altra brocca con il poco vino
rimasto.
- Se tuo padre non torna subito non so proprio che dargli a questa
gente! Ma in che situazioni mi mette! – borbottò la mamma rientrando in cucina.
Poi le due si sedettero a sbocconcellare pane e verdura, in silenzio. A un
tratto, dalla stanza accanto, si udirono voci concitate, rumore di sedie
smosse, i passi di qualcuno che correva e usciva in strada. Dalla finestra, la
ragazza notò una figura massiccia che fuggiva via.
- Strana gente, forestieri! – commentò la mamma scuotendo la testa.
Sentirono chiamare e andarono in sala da pranzo. Gli ospiti stavano andando via
di fretta, dovevano aver litigato di brutto perché sulla faccia di tutti loro
c’era la medesima aria di disfatta. Le ringraziarono per l’ospitalità e
sparirono senza troppi convenevoli, così come erano arrivati. La ragazza ci
restò male, perché il bel tipo che aveva adocchiato non le disse neanche
arrivederci.
- Meglio così – sibilò la madre. – Comincia a sparecchiare, tu! –
La ragazza obbedì, ripulì il tavolo e raccolse le coppe ormai vuote, quelle di
legno intagliato dove il vino si assaporava meglio.
- Si sono portati via una coppa.
lunedì 5 novembre 2012
RONDO'
Rondò Veneziano - La giudecca
sabato 3 novembre 2012
THANK YOU di Alanis Morissette
How 'bout getting off these antibiotics
How 'bout stopping eating when I'm full up
How 'bout them transparent dangling carrots
How 'bout that ever elusive kudos
Thank you India
Thank you terror
Thank you disillusionment
Thank you frailty
Thank you consequence
Thank you thank you silence
How 'bout me not blaming you for everything
How 'bout me enjoying the moment for once
How 'bout how good it feels to finally forgive you
How 'bout taking you upon your support
Thank you India
Thank you terror
Thank you disillusionment
Thank you frailty
Thank you consequence
Thank you thank you silence
The moment I let go of it was the moment
I got more than I could handle
The moment I jumped off of it
Was the moment I touched down
How 'bout professing just how much you love me
How 'bout taking him up on a back-massage
How 'bout unabashedly bawling your eyes out
How 'bout grieving it all one at a time
Thank you India
Thank you terror
Thank you disillusionment
Thank you frailty
Thank you consequence
Thank you thank you silence
How 'bout no longer being masochistic
How 'bout remembering your divinity
How 'bout reflecting each-other in our last splendor
How 'bout not equating death with stopping
Thank you India
Thank you clarity
Thank you disillusionment
Thank you nothingness
Thank you consequence
Thank you thank you silence
venerdì 19 ottobre 2012
MISSIVA D'AMORE di Arisa
Amore amore amore amore
amore amore
Cercami trovami fammi sentire il tuo odore
Ma rendimi libera dall’idea
che io stessa ho di te
Salvami io voglio esistere anche per me
IO SONO UN UOMO LIBERO
IO SONO UN UOMO LIBERO
nè destra nè sinistra
sogno ancora credendo di
pensare
sogno ancora coi gomiti
affacciato
alla finestra ...
martedì 16 ottobre 2012
TIME-LAPSE
La fotografia time-lapse (dall'inglese 'time': "tempo" e
'lapse': "intervallo", quindi fotografia ad intervallo di tempo), o
semplicemente time-lapse, è una tecnica cinematografica nella quale la
frequenza di cattura di ogni fotogramma è molto inferiore a quella di
riproduzione. A causa di questa discrepanza, la proiezione con un frame rate
standard di 24 fps fa sì che il tempo, nel filmato, sembri scorrere più
velocemente del normale.
Un filmato time-lapse può essere ottenuto processando una serie di
fotografie scattate in sequenza e opportunamente montate. Filmati di livello
professionale, vengono prodotti con l'ausilio di videocamere e fotocamere
provviste di intervallometri ovvero di dispositivi di regolazione, del frame
rate di cattura o della frequenza degli scatti fotografici, su uno specifico
intervallo temporale; alcuni intervallometri sono connessi al sistema di
controllo del movimento della telecamera in modo da ottenere effetti di
movimento, quali panning e carrellate, coordinati a differenti frame rate.
Il time-lapse trova un largo impiego nel campo dei documentari
naturalistici. Mediante questa tecnica cinematografica, è infatti possibile
documentare eventi non visibili ad occhio nudo o la cui evoluzione nel tempo è
poco percettibile dall'occhio umano, come il movimento apparente del sole e
delle stelle sulla volta celeste, il trascorrere delle stagioni, il movimento
delle nuvole o lo sbocciare di un fiore.
La fotografia time-lapse è considerata una tecnica opposta alla
fotografia ad alta velocità e non deve essere confusa con l'animazione a passo
uno. Un esponente di rilievo nel campo del time-lapse è il regista e direttore
della fotografia statunitense Ron Fricke che ha utilizzato questa tecnica nel
cortometraggio IMAX Chronos e nel film Baraka, entrambi del 1992.
lunedì 15 ottobre 2012
RIVIVERE
TI VORREI RIVIVERE
di Eros Ramazzotti
Certo che riveDerti ancora adesso
quAlche brivido mi da,
ceRto che non è più Lo
stesso,
e tu puoI non credermi
ma non ti ho scordAta mai, davvero.
sabato 13 ottobre 2012
TI PENSO E CAMBIA IL MONDO
TI PENSO E CAMBIA IL MONDO
di Adriano Celentano
Ti penso e cambia i L mondo
le voci int O rno a me
cambia il mondo vedo olt R e
quel ch E c’è
vivo e affondo e l’inverno è su D i me
Ma so che c A mbia
il mo N do
se A l mondo sto con te
di Adriano Celentano
Ti penso e cambia i L mondo
le voci int O rno a me
cambia il mondo vedo olt R e
quel ch E c’è
vivo e affondo e l’inverno è su D i me
Ma so che c A mbia
il mo N do
se A l mondo sto con te
lunedì 8 ottobre 2012
CARLOTTA BRUCCO
Meditazione. Il Segreto dell'Essenza.
Il lavoro per servire la vita
martedì 18 settembre 2012
TORNA RUNDINELLA TORNA
RUNDINELLA di Massimo ranieri
E torna rundinella...
torna a stu nido mo ch'è primmavera...
i' lasso 'a porta aperta quanno è 'a sera
speranno 'e te truvá
vicino a me...
sabato 15 settembre 2012
LA DORMIENTE
La dormiente
Volto di
donna, nel suo sonno
chiusa, sembra cullata
da
qualche suono segreto
che tutta
la riempie.
Dal suo
corpo sonoro, addormentato,
ella trae
la gioia
d´essere
un tenero rumore
agli
occhi del silenzio.
Rainer Maria Rilke
MALVA
È calda così la malva
È rimasto
l'odore
della tua carne nel mio letto.
È calda così la malva
che ci teniamo ad essiccare
per i dolori dell'inverno.
della tua carne nel mio letto.
È calda così la malva
che ci teniamo ad essiccare
per i dolori dell'inverno.
Rocco Scotellaro
Iscriviti a:
Post (Atom)

