domenica 14 luglio 2013

COS'E' DAVVERO IMPORTANTE?

Zeitgeist: Moving Forward
di Peter Joseph - Versione Italiana (Doppiaggio 2012) durata 2:38:54




Questo documentario, attraverso interviste ad esperti, narrazioni e sequenze animate, identifica alcuni problemi della società e propone un modo per vivere in equilibrio con l'ambiente, senza inquinare né distruggere le risorse naturali.

Il film è diviso in quattro capitoli.

CAPITOLO I: LA NATURA UMANA
L'essere umano ha una grande flessibilità adattiva e viene inconsapevolmente programmato per alcuni requisiti ambientali o bisogni umani.
Non siamo modellati dalla genetica ma dall'ambiente che ci circonda.
Se un individuo vive in un ambiente collaborativo, empatico e pacifico tenderà ad assumere egli stesso tali caratteristiche.
Le condizioni che abbiamo creato nel mondo moderno sono spesso causa di malattie mentali e fisiche ma anche molti comportamenti umani dannosi.

CAPITOLO II: PATOLOGIA SOCIALE
La più grande sorgente di paralisi sociale, il più grande distruttore dell'ecologia, la maggiore sorgente di spreco e inquinamento, il più grande fomentatore di violenza, guerra, crimine, povertà, il maggiore generatore di disordini mentali, depressione, ansia non è qualche disonesta Corporation o cartello bancario, non è qualche imperfezione della natura umana e non è qualche cabala segreta che controlla il mondo, è in realtà il sistema socio-economico stesso, basato su profitto, competizione e distorsione dei valori.

CAPITOLO III: PROGETTO TERRA
Un modello di economia basata sulle risorse applica il metodo scientifico per l'interesse sociale e questo non è limitato solamente all'efficienza tecnica, ma considera anche il benessere dell'individuo.
Con la rimozione del sistema monetario e le necessità primarie garantite vedremo immediatamente una riduzione globale del crimine, perché non ci sarebbe niente di cui appropriarsi, rubare o per cui truffare.
Il 95% dei criminali si trovano in prigione a causa di qualche crimine legato ai soldi o all'abuso di droga e l'abuso di droga è un disordine, non un crimine.

CAPITOLO IV: L'ASCESA
In questo sistema basato sul profitto se non c'è incentivo economico, le cose non accadono.
Lo schema piramidale del debito globale sta lentamente spegnendo il mondo intero.
Il 30% delle terre coltivabili è diventato improduttivo.
I valori dominanti di una cultura tendono a sostenere e perpetuare ciò che viene premiato da tale cultura.
In una società dove il successo e lo status si misurano in termini di ricchezza materiale - e non in contributo sociale - è facile capire perché il mondo oggi si trovi in uno stato di collasso.


venerdì 28 giugno 2013

TROPPO CARINO

                                                                                                                                                                                                                           THIS BABY IS TOO CUTE...

HAPPINESS


Tratto da "www.favim.com"


mercoledì 26 giugno 2013

IL PIACERE di Gabriele D'annunzio

DI VOI M'INNAMORAI





Di voi mi innamorai, e questo amore puro
nell’ alma mia ancor si potrebbe ridestare;
scordatemi, non vi inquieterò, lo giuro,
non voglio niente che vi possa rattristare.
Tacevo, senza speme, infatuato,
ero geloso, ero timido e soffrivo,
il mio amore fu sì tenero e ignorato:
Iddio vi faccia amare come vi ho amato io.
(Aleksandr Sergeevic Puškin)


HO FAME DELLA TUA BOCCA


Ho fame della tua bocca, della tua voce, del tuoi capelli
e vado per le strade senza nutrirmi, silenzioso,
non mi sostiene il pane, l'alba mi sconvolge,
cerco il suono liquido dei tuoi piedi nel giorno.

Sono affamato del tuo riso che scorre,
delle tue mani color di furioso granaio,
ho fame della pallida pietra delle tue unghie,
voglio mangiare la tua pelle come mandorla intatta.

Voglio mangiare il fulmine bruciato nella tua bellezza,
il naso sovrano dell'aitante volto,
voglio mangiare l'ombra fugace delle tue ciglia

e affamato vado e vengo annusando il crepuscolo,
cercandoti, cercando il tuo cuore caldo
come un puma nella solitudine di Quitratúe.
(Pablo Neruda)



VORREI SEDERMI VICINO A TE



Vorrei sedermi vicino a te in silenzio,
ma non ne ho il coraggio: temo che
il mio cuore mi salga alle labbra.
Ecco perché parlo stupidamente e nascondo
il mio cuore dietro le parole.
Tratto crudelmente il mio dolore per paura
che tu faccia lo stesso.
Il mio cuscino mi guarda di notte
con durezza come una pietra tombale;
non avevo mai immaginato che tanto amaro
fosse essere solo
e non essere adagiato nei tuoi capelli.
(Federico Garcia Lorca)


PREGHIERA


Tratto da "Preghiere Per Guarire" a cura di Maggie Oman


L'AMORE NON E' CAPIRE...




L'amore non è capire...
Le cose che sappiamo
sulle quali noi ci amiamo
sono tutte infedeltà.
Ai bei discorsi che facciamo
noi parliamo come se
parlare fosse amare
parliamo come se
ci fosse un senso in noi.
L'amore è come la fine
sappiamo che come
in tutte le storie
già dall'inizio è la fine
(Il Suono di Amedeo Minghi)

sabato 13 aprile 2013

QUANDO SARO' CAPACE DI AMARE

QUANDO SARÒ CAPACE DI AMARE 
di Giorgio Gaber


Quando sarò capace di amare
probabilmente non avrò bisogno
di assassinare in segreto mio padre
né di far l'amore con mia madre in sogno.

Quando sarò capace di amare
con la mia donna non avrò nemmeno
la prepotenza e la fragilità
di un uomo bambino.

Quando sarò capace di amare
vorrò una donna che ci sia davvero
che non affolli la mia esistenza
ma non mi stia lontana neanche col pensiero.

Vorrò una donna che se io accarezzo
una poltrona un libro o una rosa
lei avrebbe voglia di essere solo
quella cosa.

Quando sarò capace di amare
vorrò una donna che non cambi mai
ma dalle grandi alle piccole cose
tutto avrà un senso perché esiste lei.

Potrò guardare dentro al suo cuore
e avvicinarmi al suo mistero
non come quando io ragiono
ma come quando respiro

Quando sarò capace di amare
farò l'amore come mi viene
senza la smania di dimostrare
senza chiedere mai se siamo stati bene.

E nel silenzio delle notti
con gli occhi stanchi e l'animo gioioso
percepire che anche il sonno è vita
e non riposo.

Quando sarò capace di amare
mi piacerebbe un amore
che non avesse
alcun appuntamento col dovere

Un amore senza sensi di colpa
senza alcun rimorso
egoista e naturale
come un fiume che fa il suo corso

Senza cattive o buone azioni
senza altre strane deviazioni
che se anche il fiume le potesse avere
andrebbe sempre al mare.

Così vorrei amare.



lunedì 8 aprile 2013

IMAGINE


IMAGINE
(John Lennon Liverpool, Inghilterra 9/10/1940 - New York, USA 8/12/1980)


Imagine there's no heaven
It's easy if you try
No hell below us
Above us only sky
Imagine all the people
Living for today...

Imagine there's no countries
It isn't hard to do
Nothing to kill or die for
And no religion too
Imagine all the people
Living life in peace...

You may say I'm a dreamer
But I'm not the only one
I hope someday you'll join us
And the world will be as one

Imagine no possessions
I wonder if you can
No need for greed or hunger
A brotherhood of man
Imagine all the people
Sharing all the world...

You may say I'm a dreamer
But I'm not the only one
I hope someday you'll join us
And the world will live as one

(1971)

Immagina non ci sia il Paradiso
prova, è facile
Nessun inferno sotto i piedi
Sopra di noi solo il Cielo
Immagina che la gente
viva al presente...

Immagina non ci siano paesi
non è difficile
Niente per cui uccidere e morire
e nessuna religione
Immagina che tutti
vivano la loro vita in pace...

Puoi dire che sono un sognatore
ma non sono il solo
Spero che ti unirai anche tu un giorno
e che il mondo diventi uno

Immagina un mondo senza possessi
mi chiedo se ci riesci
senza necessità di avidità o fame
La fratellanza tra gli uomini
Immagina tutta le gente
condividere il mondo intero...

Puoi dire che sono un sognatore
ma non sono il solo
Spero che ti unirai anche tu un giorno
e che il mondo diventi uno




giovedì 4 aprile 2013

IL TESTAMENTO

Testamento (di Kriton Athanasulis 1916-1979)



Non voglio che tu sia lo zimbello del mondo.
Ti lascio il sole che lasciò mio padre
a me. Le stelle brilleranno uguali, e uguali
t’indurranno le notti a dolce sonno,
il mare t’empirà di sogni. Ti lascio
il mio sorriso amareggiato: fanne scialo,
ma non tradirmi. Il mondo è povero
oggi. S’è tanto insanguinato questo mondo
ed è rimasto povero. Diventa ricco tu
guadagnando l’amore del mondo.
Ti lascio la mia lotta incompiuta
e l’arma con la canna arroventata.
Non l’appendere al muro. Il mondo ne ha bisogno.
Ti lascio il mio cordoglio. Tanta pena
vinta nelle battaglie del mio tempo.
E ricorda. Quest’ordine ti lascio.
Ricordare vuol dire non morire.
Non dire mai che sono stato indegno, che
disperazione mi ha portato avanti e son rimasto
indietro al di qua della trincea.
Ho gridato, gridato mille e mille volte no,
ma soffiava un gran vento, e pioggia, e grandine:
hanno sepolto la mia voce. Ti lascio
la mia storia vergata con la mano
d’una qualche speranza. A te finirla.
Ti lascio i simulacri degli eroi
con le mani mozzate,
ragazzi che non fecero a tempo
ad assumere austere forme d’uomo,
madri vestite di bruno, fanciulle violentate.
Ti lascio la memoria di Belsen e Auschwitz.
Fa presto a farti grande. Nutri bene
il tuo gracile cuore con la carne
della pace del mondo, ragazzo, ragazzo.
Impara che milioni di fratelli innocenti
svanirono d’un tratto nelle nevi gelate
in una tomba comune e spregiata.
Si chiamano nemici: già! I nemici dell’odio.
Ti lascio l’indirizzo della tomba
perché tu vada a leggere l’epigrafe.
Ti lascio accampamenti
d’una città con tanti prigionieri,
dicono sempre si, ma dentro loro mugghia
l’imprigionato no dell’uomo libero.
Anch’io sono di quelli che dicono, di fuori,
il sì della necessità, ma nutro, dentro, il no.
Così è stato il mio tempo. Gira l’occhio
dolce al nostro crepuscolo amaro.
Il pane è fatto di pietra, l’acqua fango,
la verità un uccello che non canta.
E’ questo che ti lascio. Io conquistai il coraggio
d’essere fiero. Sforzati di vivere.
Salta il fosso da solo e fatti libero.
Attendo nuove. E’ questo che ti lascio.

domenica 31 marzo 2013

TIEPIDO APRILE


Tiepido aprile di Franco Battiato

 


Attraversi il bosco
tiepido Aprile
consoli da sempre il viandante
pensieri leggeri
si uniscono alle resine dei pini
si fa chiara la mente come nuvola
pensieri leggeri
si uniscono alle luci e ai colori
al silenzio lontano delle nuvole

Entri dentro le case
tiepido Aprile
risvegli all'amore gli amanti
mi affido al vento ai profumi del tempo
agli umori delle stagioni a meridione
pensieri leggeri
si uniscono alle resine dei pini
al silenzio lontano delle nuvole.


martedì 12 febbraio 2013

GUARDA CHE NON SONO IO


Francesco De Gregori - Guarda Che Non Sono Io - The best home videos are here


Guarda che non sono io quello che stai cercando
Quello che conosce il tempo, e che ti spiega il mondo
Quello che ti perdona e ti capisce
Che non ti lascia sola, e che non ti tradisce
Guarda che non sono io quello seduto accanto
Che ti prende la mano e che ti asciuga il pianto
Guarda che non sono io quello che mi somiglia
L'angelo a piedi nudi, o il diavolo in bottiglia
Il vagabondo sul vagone
La pace fra gli ulivi, e la rivoluzione
Guarda che non sono io la mia fotografia
Che non vale niente e che ti porti via
Se credi di conoscermi
Non è un problema mio
E guarda che non sto scherzando
Guarda come sta piovendo
Guarda che ti stai bagnando
Guarda che ti stai sbagliando
Guarda che non sono io

lunedì 11 febbraio 2013

E' LA NOTTE DEI DESIDERI




Vedo gli occhi di una donna che mi ama
E non sento più bisogno di soffrire
Ogni cosa è illuminata
Ogni cosa è nel suo raggio in divenire.

sabato 12 gennaio 2013

TROPPO TEMPO

Troppo Tempo                                           di Laura Pausini ft Ivano Fossati

lunedì 31 dicembre 2012

FEMMINICIDIO


Dare addosso a don Piero Corsi è come chiedere l’abbattimento del pitbull che ha sbranato un bambino: viene d’istinto, d’altronde abbatterlo può essere anche necessario, ma farlo distoglie l’attenzione che andrebbe posta sull’addestramento ricevuto dalla bestia, portando a attenuare o addirittura a trascurare la responsabilità del suo padrone.
Don Piero Corsi si sviluppa in questo brodo di coltura, si forma sui testi che gli hanno dato da leggere in seminario: legge in Tertulliano che la donna è «la porta del diavolo», in Girolamo che sessualmente è «sempre insaziabile», in Agostino che deve essere «serva di suo marito», giù, giù, fino a Pio XI, per il quale «il matrimonio cristiano implica la supremazia del marito sulla moglie», e a Pio XII, per il quale è «Dio stesso [che] ha voluto questa dipendenza delle mogli». Che la donna debba vestire in modo castigato, sennò si fa oggetto di concupiscenza e provoca intenti lascivi, l’ha letto in Paolo, in Giovanni Crisostomo, e ancora in Agostino, in Gregorio Magno e in Bernardino da Siena, giù, giù, fino alla condanna della minigonna di monsignor Lefebvre.
(Tratto da http://uaar-it.tumblr.com)

AUGURIIIIIIIIIIIIII 2013


Health, Hope, Strength & Love should be enough



















MAKE 2013 YOURS

























IL CANTICO DI ATON


IL CANTICO DI ATON
Tratto dal sito
http://www.tanogabo.it/Mitologia/egizia/Cantico_di_Aton.htm”





“O disco solare vivente,
 quanto sei bello,
 grande, splendente.
 I tuoi raggi circondano le terre
 Fino al limite di tutto ciò
 Che hai creato…
 Come sono numerose le tue opere,
 o dio unico,
 a cui nessuno è uguale.
 Hai creato la terra secondo il tuo desiderio
 E gli uomini e il bestiame,
 e tutto ciò che è nel cielo…
 quando riposi la terra è nell’oscurità
 come se fosse morta,
 tutti i leoni escono dalla loro tana
 tutti i serpenti mordono.”.

 Questo è l’inno al dio del sole che il faraone fece incidere su una parete della tomba del padre della propria sposa Nefertiti.

 Ma adesso vediamo cosa recita il salmo 104 della Bibbia:

 “O signore mio dio
 quanto  sei grande!
 Di maestà e di gloria ti rivesti
 Quanto numerose sono le tue opere
 O mio dio,
 le hai fatte tutte con sapienza;
 piena è la terra
 delle tue creazioni…
 tu ordini le tenebre
 ed è notte
 e i giovani leoni ruggiscono
 in cerca di prede.
 Quando spunta il sole
 Si ritirano e si coricano nelle loro tane”.

 Sembra evidente come l’autore del salmo biblico, assai posteriore al XIV sec. A.C. (di trecento anni circa) conoscesse l’inno di Akenaton.